LA STORIA DELL'ISOLA

Sant’Erasmo è la più vasta delle isole della Laguna nord, è lunga più di 4 km e stretta tra 500 metri e 1 km.

Un tempo fu un lido estremo della laguna ed era ricoperta da una selva di pini che scomparvero probabilmente inghiottiti dal mare.

Fu abitata già dal 792 e venne abbandonata durante le pestilenze fino al 1820 per poi essere ripopolata con una tendenza prevalentemente agricola; l'isola è infatti conosciuta anche come l'orto di Venezia.
Coltivazioni particolarmente pregiate sono i famosi carciofi e le verdure.

Dagli inizi dell’ottocento fu in parte fortificata ed entrò a far parte della Piazzaforte Marittima a forti staccati della laguna veneta.

Le fortificazioni vennero poi abbandonate dopo la seconda guerra: testimonianza di questo periodo è la Torre Massimiliana.

La Torre fu costruita dagli Austriaci tra il 1830 e il 1844 sul precedente Forte di S.Erasmo realizzato dai Francesi .
Circondata da un fossato acqueo con un'argine ad impianto poligonale irregolare, difendeva la parte meridionale del litorale di S.Erasmo, in appoggio ai forti di S.Nicolò, di S. Andrea e di Treporti.

Prese il nome dal suo inventore, l’arciduca Massimiliano Giuseppe d’Austria che sviluppò uno studio sperimentale per fortificazioni a tracciato circolare.

In seguito all’unità d’Italia, dopo la demolizione delle quattro torri omonime di Brescello sul Po, resta l’unico esempio di questo tipo di fortificazioni nel nostro territorio.

Impiegata come batteria contraerea durante la seconda guerra mondiale, fu occupata dalle truppe Tedesche nel 1943 e venne molto danneggiata dal tentativo di farla saltare durante la loro ritirata.

Dopo un breve utilizzo come abitazione da parte di famiglie sfollate, fu definitivamente abbandonata fino agli anni 90.

Oggi, dopo l’integrale intervento di restauro realizzato dal Consorzio Venezia Nuova, è in carico all'Istituzione Parco della Laguna che ne gestisce la manutenzione e l'accesso al pubblico.

LA CHIESA DI S.ERASMO

La nuova chiesa parrocchiale venne costruita in seguito alla demolizione di quella precedente, che risaliva al 1840 ed aveva dimensioni assai più piccole.
Fu consacrata a Cristo Re il 27 ottobre 1929 dal Patriarca La Fontaine.

Lo stile è romanico bizantino, con una singolare e suggestiva facciata e dei porticati affiancati.
L'interno e costituito da un'unica navata, lunga una ventina di metri, con il presbiterio innalzato su una scalinata di sei gradini e dal coro.

Presenta un soffitto ligneo a capriate ben mantenuto.

Dietro l'altare maggiore (ora rivolto verso la navata) si staglia una grande scultura in legno raffigurante Cristo sulla croce.

La lunetta a mosaico dorato voluta da don Vian e collocata un tempo sotto la croce, è ora sistemata sulla parete dell'altare del Santissimo.
E' interessante notare i due Santi raffigurati Erasmo ed Ermenegildo (forse S. Ermete) ai lati delle figure centrali.

Assai recente e invece la sistemazione del rivestimento in marmo dell'altare su bozzetto della ditta Muffato di Cannaregio.

Gli altri altari laterali non hanno particolari speciali, ma sono cari alla tradizione e alla pietà popolare: uno, dedicato alla Vergine Maria, è un altare di antica fattura i cui marmi appartengono alla chiesa precedente; uno è dedicato a Sant' Antonio e la statua lignea che lo raffigura proviene dall'Isola del Deserto; l'ultimo altare, sul lato destro, è dedicato al Vescovo e Martire S. Erasmo, ma racchiude pure una statua raffigurante Maria Regina col bambino in braccio che risale all'anno 1840 e proviene da Ortisei (Bolzano). Questa statua lignea, da poco restaurata, era un tempo utilizzata per le processioni nel mese di maggio.

Sul lato sinistro, dopo l'entrata, si trova il Battistero ed una pregevole acquasantiera sorretta da una vera da pozzo in marmo rosso, di fattura recente dallo stile somigliante al bizantino.

Per gli oli santi, è stato inserito sulla parete il Tabernacolo della precedente chiesa.

All'interno, sopra la porta centrale d'ingresso, si può ammirare ancora oggi una grande tela attribuita a Domenico Tintoretto (1562-1635). Raffigura con notevole realismo il martire Erasmo mentre i suoi persecutori gli estraggono gli intestini girandoli attorno ad un argano di nave.

Tale orribile supplizio ha fatto sì che il Santo venisse invocato come patrono dei tornitori, protettore delle partorienti e pregato in difesa di tutti i mali viscerali.

L'interno della chiesa è reso accogliente e prezioso da alcune serie di Vetrate colorate e organizzate in trittici, poste sopra ciascuno degli altari e sull'abside. Le opere, realizzate in anni differenti dal Maestro muranese Anzolo Fuga, rappresentano scene della vita di S. Antonio, la Vergine Maria, S. Marco Evangelista e ancora il patrono S. Erasmo.

Col trascorrere del tempo la chiesa si è abbellita di altre sculture, quadri e piccoli oggetti che la devozione degli abitanti dell'Isola ha lasciato spesso in dono, a memoria dei propri defunti.
All'esterno, sopra il portale d'ingresso e visibile un mosaico, opera di Olivo Santagostino (1983) che sostituisce il precedente, andato in frantumi.
Il vecchio mosaico raffigurante un angelo, venne in parte ricostruito ed ora è conservato da persona privata.

Sotto i portici, nel lato esterno verso la strada, hanno trovato sistemazione alcuni resti di antichi sarcofagi, rinvenuti nella laguna.