Sant'Erasmo è un'isola della laguna Veneta settentrionale, la seconda per estensione dopo Venezia. Si trova al centro di un ideale triangolo formato da Murano, Burano e Punta Sabbioni.

Appartiene alla municipalità di Venezia-Murano-Burano del comune di Venezia. La popolazione residente ammonta a meno di 700 unità in progressiva diminuzione, evidenziando un trend demografico negativo in linea con il centro storico e le altre isole della laguna.

La particolare posizione insulare e la natura fertile dei terreni ne hanno determinato il suo carattere agrario-lagunare.

Già alla fine del Cinquecento Francesco Sansovino nella sua opera Venetia, città nobilissima et singolare, si riferiva a Sant'Erasmo come a un'isola ricca di orti e vigneti che riforniva "alla città copia di herbaggi, e di frutti, in molta abbondanza e perfetti".

L'isola conserva a tutt'oggi una vocazione agricola (tipiche primizie sono le castraure, carciofini colti precocemente) e per questo viene considerata l’Orto di Venezia.

È raggiungibile, con collegamenti orari, sia da Venezia (Fondamente Nuove) sia da Cavallino Treporti con la linea 13 dei vaporetti Actv. È una delle poche isole in cui transitano autovetture.

Monumenti e luoghi d'interesse

La Torre Massimiliana

La torre Massimiliana è una struttura a pianta circolare eretta fra il 1843 e il 1844 sulla estrema punta meridionale dell'isola di Sant'Erasmo, sopra le fondamenta di un precedente forte francese. Circondata da un fossato e da un argine poligonale irregolare venne posta a difesa della bocca di porto di Lido. Voluta dall'arciduca Massimiliano d'Austria è rimasta l'unico esempio, per tipologia, ancora esistente in Italia. Utilizzata durante il secondo conflitto mondiale come batteria contraerea, venne occupata dalle truppe tedesche nel 1943. Nell'aprile 1945 i tedeschi in ritirata la danneggiarono seriamente nel tentativo di farla saltare in aria. Usata nel dopoguerra come alloggio precario dagli sfollati è stata in seguito adibita a magazzino agricolo per cadere, alla fine degli anni novanta, in uno stato di totale abbandono. Il suo recupero, avvenuto nel 2004 su progetto degli architetti Cappai e Segantini, deve essere inserito nel quadro più generale di interventi di valorizzazione dell'isola di Sant'Erasmo voluto dal Comune di Venezia. Attualmente ospita mostre d'arte e di fotografia ed eventi culturali.

La chiesa del Cristo Re fu consacrata nel 27 ottobre 1929, poco dopo l'istituzione della parrocchia di Sant'Erasmo (1926). Progettata da Brenno Del Giudice, è a tre navate. Degna di nota è la facciata che degrada dal centro ai lati secondo segmenti verticali segnati da lesene e movimentati nella parte superiore da elementi curvilinei. All'interno è conservato un Martirio di Sant'Erasmo, della scuola del Tintoretto.

( tratto da Wikipedia)